Archeologia preventiva

Sulle recenti realizzazioni di infrastrutture a vasto impatto, come i metanodotti, i raddoppi delle linee ferroviarie, gli acquedotti, le strade e l’edilizia pubblica, è stata applicata la vigente normativa riguardante l’Archeologia Preventiva. (Codice dei Contratti Pubblici D. Lgs. n. 163 del 12 aprile 2006).

L’art. 95 c. 1) prevede la trasmissione al Soprintendente, da parte delle stazioni appaltanti, di copia del progetto preliminare dell'intervento o di uno stralcio di esso sufficiente ai fini delle valutazioni archeologiche, completo degli esiti delle indagini geologiche e archeologiche preliminari secondo quanto disposto dal regolamento, con particolare attenzione ai dati di archivio e bibliografici reperibili, all'esito di ricognizioni volte all'osservazione dei terreni, alla lettura della geomorfologia del territorio, nonché, per le opere a rete, alle fotointerpretazioni.

D’altro canto l’art. 28 comma 4 del D.lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004 prevede, quale misura cautelare e preventiva che “in caso di realizzazione di lavori pubblici ricadenti in aree di interesse archeologico, anche quando per esse non siano intervenute la verifica di cui all’articolo 12, comma 2, o la dichiarazione di cui all’articolo 13 il soprintendente può richiedere l’esecuzione di saggi archeologici preventivi sulle aree medesime a spese del committente”.

In Molise, a partire dal 2004 si è avviata una serie di indagini preventive che in molti casi hanno fornito un riscontro positivo soprattutto lungo i percorsi dei metanodotti, permettendo di acquisire nuovi dati sulla storia del territorio soprattutto per l’epoca sannitica  e romana.

 


"Carta del Rischio Archeologico nell'area del Cratere" - Abstract

Libricino CARTA DEL RISCHIO ARCHEOLOGICO NELL’AREA DEL CRATERE
Soprintendenza per i beni Archeologici del Molise

Libricino illustrativo del progetto "Carta del Rischio Archeologico nell'area del Cratere"


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