Musei gią afferenti alla Soprintendenza prima della riforma Musei gią afferenti alla Soprintendenza prima della riforma

Museo archeologico di Venafro

Museo archeologico di Venafro - Cortile

bacheca
Museo archeologico di Venafro

Via Garibaldi, 8
Venafro (IS)

Tel. e Fax:
0865 900742

Orario di apertura:

Giorni feriali:
Continuato:
8:30-19:30
Domenica e festivi:
Continuativo:
 8:30-19:30
Chiuso il lunedì

Il Museo archeologico di Venafro è ospitato all'interno del monastero seicentesco di Santa Chiara, in cui aveva trovato sede il piccolo museo civico istituito nel 1931 in seguito ai ritrovamenti archeologici del 1919 in località Terme di S. Aniello.

Oltre all'antica raccolta il museo conserva anche i ritrovamenti provenienti dai recenti scavi archeologici che hanno permesso di conoscere meglio l'insediamento sannitico e la Venafro di età imperiale.

L'esposizione museale si articola in due piani (piano terra e primo piano) secondo criteri cronologici e tematici, e mostra i diversi aspetti e le diverse realtà della vita quotidiana, pubblica e privata.


 Il percorso museale: Alla scoperta dell'antica città


Piano Terra

Il territorio

  • Il culto della memoria: le necropoli (link scheda sito Venafro)
  • Le ricche produzioni agricole: le ville rustiche (link scheda sito Venafro)
  • L'acqua elemento di vita: l'acquedotto (link scheda sito Venafro)

La città

  • La geometria della città: l'impianto urbano (link scheda sito Venafro)
  • Antiche rappresentazioni: il teatro (link scheda sito Venafro)
  • Gladiatori e venationes: l'anfiteatro (link scheda sito Venafro)


...da non perdere!
DSC_0190_small Gorgone

Di particolare resa e suggestione è la parte di un frontone di un monumento funerario che raffigura una Gorgonie; il volto è reso di prospetto, contornato dai capelli e caratterizzato dai grandi occhi che campeggiano grazie all'uso del rilievo. La Gorgone era frequentemente utilizzata come simbolo funerario come mostra la sua presenza anche nel rilievo di Q. Servilius Quinctio, proveniente dalla necropoli individuata lungo la via che da Venafro porta a Teano, presente anch'esso nel museo.

Museo di Venafro - Sala acquedotto Editto acquedotto

Di particolare interesse è l'editto augusteo con le regole d'uso dell'acquedotto. Il documento è redatto negli anni tra il 17 e l'11 a.C., contiene le indicazioni sulle modalità costruttive, i rapporti con i proprietari dei terreni attraversati, la distribuzione dell'acqua ed indica i magistrati a cui era affidata la gestione e la sorveglianza dell'acquedotto e che erano competenti nel caso di controversie (duoviri giusdicenti e duoviri delle acque). In caso di controversie tra loro era previsto l'intervento di un prefetto da Roma.
Nella lapide che contiene il testo si riconoscono lateralmente le tacche per l'alloggio delle grappe usate per il fissaggio, purtroppo non si conoscono le caratteristiche e l'esatta ubicazione della struttura in cui era collocata. È stata infatti utilizzata come materiale da costruzione nella metà del XVIII secolo in una casa rurale.

Statue maschili - Terme di S.Aniello - Venafro Statue maschili

Le statue rinvenute, in località Terme di Sant'Aniello, raffigurano due personaggi maschili stanti, di dimensioni maggiori del vero, in nudità eroica tranne che per il mantello drappeggiato intorno ai fianchi e sulla spalla, simili tra di loro nella resa dello schema della figura. Interpretati inizialmente come statue degli imperatori Augusto e Tiberio sono invece probabilmente statue di privati, da datare tra l'età di Caligola e quella di Claudio, che utilizzano modelli figurativi tipici dell'imperatore. Le statue fanno parte della decorazione del complesso architettonico del teatro romano e delle strutture circostanti. È probabile che la testa della seconda statua ("Tiberio"), viste le dimensioni, sia stata posizionata, tra l'età augustea e l'epoca giulio-claudia, su un corpo considerato pregevole per fattura e posizione. Si tratta probabilmente del ritratto di un privato appartenente ad una importante famiglia locale coinvolta economicamente nelle opere di restauro degli edifici pubblici.

 

 

Primo Pianotorna su

L'edilizia privata

Il lusso del vivere: edifici in via Carmine e via Licinio (link scheda sito Venafro)

La scultura romana

Immagine non disponibileIl gusto del collezionismo: la collezione Del Prete

La collezione viene donata al museo, dalla famiglia Del Prete, negli anni Settanta e comprende materiale lapideo di età imperiale. Si tratta soprattutto di iscrizioni pubbliche e private, elementi architettonici, rilievi e parti di monumenti funerari ritrovati nel territorio di Pozzilli in seguito a lavori agricoli.

Uomini e dei: la scultura di età imperiale

L'area urbana di Venafro ha restituito diverse sculture decorative. Tra le figure femminili si segnalano una piccola statua di Igea, divinità salutare caratterizzata dal simbolo del serpente sacro ed una statua femminile panneggiata che ripropone il tipo delle Venere Genitrix. Tra quelle maschili una statuetta di Ganimede, una statua maschile, raffigurante Apollo o forse Dioniso ed una figura giovanile che richiama lo schema compositivo di Prassitele.


L'età ellenistica

Immagine non disponibilePrima della città:  l'insediamento sannitico (link scheda sito Venafro)
Vasi per il convivio: le fornaci e le produzioni

In località Camerelle è stato indagato il settore meridionale di un quartiere ceramico di età ellenistica caratterizzato dalla presenza di almeno otto fornaci di tipo verticale alimentate a fuoco intermittente, di una vasca per la lavorazione o conservazione dell'argilla, di un pozzo e di una serie di fosse circolari contenenti materiale ceramico, usate come deposito della ceramica estratta dal forno o come scarico degli scarti.
Le fornaci hanno il prefurnio e la camera di combustione scavati nel banco di travertino, la camera di cottura è invece realizzata con frammenti di laterizi legati con argilla. La pianta è rettangolare, trapezoidale o circolare. Le fornaci di maggiori dimensioni erano costruite nella parte periferica dell'area e producevano probabilmente laterizi e vasi di grandi dimensioni. Sempre in questa zona si trovavano gli ambienti e le strutture destinati alla lavorazione dell'argilla e le abitazioni degli artigiani.      

Ripercorrere l'antica valle del Volturno

1007_small L'antica Aquilonia?: l'insediamento di Monte S. Paolo a Colli a Volturno

Il Monte S. Paolo costituisce l'altura più orientale di un piccolo sistema montuoso ubicato sulla destra del Volturno. Sulla sua sommità è stata individuata una fortificazione che, con un perimetro di 6 Km, racchiude una superficie di 200 ettari circa. La cinta muraria è realizzata in opera poligonale con blocchi calcarei di varie dimensioni e presenta due porte, una nel tratto meridionale e l'altra in quello settentrionale.
Monte S. Paolo si inserisce in un sistema di fortificazioni (Monte Castellano, La Montagnola, Monte Santa Croce, Monte della Foresta, La Romana e Castel Canonico) che domina le vie di penetrazione nell'interno del Sannio da ovest e il percorso che dal Lazio raggiungeva direttamente la valle del Volturno. Nell'insediamento è probabilmente da riconoscere l'antica Aquilonia, sede della battaglia tra Romani e Sanniti del 293 a.C., inizialmente identificata con Monte Vairano.

Le donne vestite di bronzo: le tombe sannitiche di S. Vincenzo al Volturno

Sulla riva destra del Volturno, nei pressi del palazzo abbaziale, è stato individuato un piccolo nucleo di sepolture. Si tratta di tombe a fossa, scavate nel banco di travertino, databili tra la fine del VI e il V secolo a.C. I corredi restituiscono olle, anforette, tazze e scodelle d'impasto, pochi esemplari di vasellame importato e di bucchero; sono inoltre presenti oggetti di ornamento in ferro, bronzo e ambra, mentre mancano le armi. Confronti per i ritrovamenti della necropoli provengono da Alfedena (AQ) e Pozzilli (IS). Tra le sepolture se ne segnala una femminile caratterizzata dagli ornamenti personali in bronzo come la châtelaine ed un bracciale.

Il contatto con gli Etruschi della Campania: la necropoli di Pozzilli

La necropoli di Pozzilli, in località Camerelle, è stata indagata parzialmente con due campagne di scavo negli anni Settanta e Novanta. Le tombe sono a fossa con coperture di pietre. I corredi attestano la presenza di un vaso per versare ed uno per bere deposti all'interno di una grande olla da derrate, riferimento probabile alla ricchezza della famiglia e al possesso e sfruttamento della terra. Scarsi gli ornamenti personali, ad eccezione delle fibule generalmente in ferro, e le armi, per lo più cuspidi di lancia. Caratteristica è inoltre la presenza di bucchero nero proveniente probabilmente da Capua e vasellame di impasto a superficie rossa, comunemente noto come bucchero rosso, prodotto a Cales, che testimoniano i rapporti con queste zone nel VI secolo a.C. La frequentazione della necropoli inizia probabilmente proprio nel VI e continua fino al IV secolo a.C.

 

...da non perdere!
Statua di Venere - Venafro Statua di Venere

La statua di Venere di età antoniniana (II secolo d.C.) fu ritrovata nel 1958 durante i lavori per la costruzione di una casa in via Colonia Giulia. La scultura, quasi integra, riprende il tipo della cosiddetta Landolina, una delle varianti di età ellenistica delle Venere di Cnido di Prassitele. La statua raffigura la dea nuda mentre sta per fare, o ha appena fatto, un bagno rituale. Era probabilmente una decorazione di fontana, l'acqua doveva zampillare dal delfino posto al suo fianco, pertinente ad un edificio residenziale testimoniato dal ritrovamento di pavimentazioni a mosaico geometrico bianco e nero. 

Affresco di Dioniso e Arianna - Venafro Affresco di Dioniso e Arianna

La domus in via Licinio 10 restituisce degli affreschi di particolare bellezza. Si segnalano, tra gli altri, due frammenti, parte dello stessa raffigurazione, di uno zoccolo su fondo nero con, da sinistra, Dioniso che scopre Arianna e un tiaso con menadi e satiri 

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Museo di Venafro - ChiostroMuseo di Venafro - SalettaMuseo di Venafro - Vetrina181.-DSC_0036_small182.-DSC_0033_smallDSC_0149_vert_smallMuseo di Venafro - Alcuni elementi del corredo della tomba n.73Senza-titolo-1-copiateatro-romano---capitello-di-lesena_smallteatro-romano---capitello_smallEPI_0128_small