Isernia - La città romana

Area archeologica di Isernia - Episcopio

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Isernia -La città romana

Piazza Andrea d'Isernia
Isernia (IS)

Tel.
0865.41055

Orario di apertura:

Chiuso il lunedì

Isernia sorge su un colle calcareo, alla confluenza di due corsi d’acqua, il Carpino e il Sordo, protetta a nord dalle Mainarde e a sud dal Matese. La colonia latina di Aesernia, dedotta nel 263 a.C., occupa un sito già occupato dai Sanniti, per quanto restino scarsissime tracce del precedente insediamento, in un territorio che, come ricorda Tito Livio (X, 31), era stato teatro di azioni belliche nel corso delle guerre sannitiche. Il luogo scelto dai Romani risponde alla necessità di controllo della zona più interna del territorio e di rapporto immediato con la viabilità (era collegato ad Alfedena da una parte e Boiano e Benevento dall’altra dalla Via Minucia; altre strade lo collegavano a Larino e a Venafro con la possibilità di immettersi nella Via Latina).
Incerta è la struttura interna dell’abitato, condizionata dalla topografia e resa poco chiara dalla continuità di vita fino a tempi moderni. L’impianto originario, coevo alla colonia, è riferibile alla prima metà del III secolo a.C.; alcune strutture sono state rimesse in luce durante il restauro del complesso monumentale di S. Maria delle Monache. L’asse viario principale è da identificare con l’odierno corso Marcelli, il foro della città antica corrisponderebbe invece all’isolato in cui si trova la cattedrale.
La vita di Aesernia continua sotto il controllo di Roma, solo durante la guerra sociale viene conquistata dagli Italici, per tornare a Roma con Silla. Diventa quindi municipio e viene inserita nella regio IV dell’ordinamento augusteo; svolge funzioni di controllo politico e amministrativo su un territorio che raggiunge in questa fase i 400 chilometri quadrati. È questo un momento di grande sviluppo del centro, l’epigrafia testimonia l’esistenza di numerosi edifici pubblici come i bagni connessi con l’acquedotto ed un importante mercato.


 

Percorso virtuale

Immagine non disponibileLa cinta muraria, in opera poligonale-quasi quadrata, delimita ancora oggi il centro storico; è conservata in alcuni tratti in particolare lungo il lato orientale e presenta lungo il lato occidentale numerosi rifacimenti di età medievale.

L’abitato della fine del III secolo a.C. è conosciuto solo parzialmente; tra le più interessanti strutture riconosciute, sono quelle messe in luce durante i restauri del complesso monumentale di S. Maria delle Monache, appartenenti ad un settore della città adiacente alle mura urbiche. Del complesso sistema idrico, si conserva un tratto dell’acquedotto scavato in un cunicolo.

Il tempio sul quale venne poi costruita la cattedrale, era il Capitolium della colonia latina del III secolo a.C. Sul corso Marcelli sono visibili un tratto del basamento, con modanatura di tipo latino, a doppia gola rovescia ed un altare, ma scavi effettuati all’interno della Cattedrale hanno rimesso in luce molte parti dell’edificio. L’accesso avveniva da sud, attraverso una scalinata inquadrata da due profondi avancorpi; l’organizzazione interna degli spazi è stata successivamente sconvolta dalla costruzione, al di sopra del podio romano, della cattedrale di Isernia, che ha avuto fasi diverse, a partire dall’epoca paleocristiana. La continua apertura, nella pavimentazione, di cripte e fosse sepolcrali ha reso infatti incerto il riconoscimento delle strutture della fase romana.

Il basamento di un secondo edificio monumentale, probabilmente anch’esso a carattere sacro, è stato individuato nel cortile dell’episcopio, accanto al tempio. Se ne conserva solo un angolo perché vi si sono addossate le costruzioni moderne ed è databile alla seconda metà del I secolo a.C. Il podio ha una parete verticale in grossi blocchi calcarei squadrati, una breve cornice di base ed una di coronamento modanate ed è orientato in senso convergente verso il tempio. La pavimentazione esterna, in lastroni squadrati, si conserva solo per un breve tratto. Sempre all’attività dell’area sacra va collegato un altro edificio, di notevoli proporzioni, che risulta caratterizzato da muri di pietre legate con malta e rivestimento di intonaci policromi.

Immagine non disponibileIl complesso di età imperiale individuato all’esterno della cinta muraria a sud-ovest della città, nell’area prospiciente via S. Ippolito, è probabilmente pertinente ad un complesso termale o ad un insediamento rustico. È stato indagato in particolare un grande vano con il lato di fondo a esedra con paramenti murari in opus mixtum e banchine perimetrali su suspensurae di laterizi, affiancato da ambienti più piccoli a pianta quadrangolare. Il settore meridionale restituisce un canale caratterizzato da una copertura di tegoloni posti di piatto. Il complesso, databile all’età flavia, sembra aver avuto una fase più antica, tardo-repubblicana, come testimoniano due strutture murarie individuate nel settore meridionale.

Le necropoli si disponevano lungo le principali direttrici viarie che collegavano Isernia con gli altri centri del territorio. Tra i settori di necropoli riconosciuti vanno segnalate le strutture monumentali, databili tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., individuate in località Quadrella e l’area sepolcrale alla confluenza dei fiumi Sordo e Carpino. Materiale proveniente da quest’ultima necropoli è stato utilizzato nella costruzione di un ponte a fornice unico di cui si conservano le spalle e le rampe; l’impianto originario è della prima età imperiale, ma numerosi sono i rifacimenti successivi.

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