Dal mare alle colline

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Dal mare alle colline

Larino
- Area archeologica di Larino: La città romana e l'anfiteatro

San Giuliano di Puglia

Casacalenda (Gerione)
- Il castellum medievale

Morrone del Sannio
- L'Abbazia di Casalpiano

Risalendo dalla piana costiera seguendo gli stessi percorsi che da millenni segnano i campi gi grano e le colline punteggiate di uliveti, si scopre Larino. Qui i segni dell’opulenza di quegli antichi larinati che Cicerone immortala nell’orazione Pro Cluentio, famiglie di antica stirpe che avevano in queste contrade assolate le loro terre, i loro affari, i loro allevamenti. Onori e prestigio nell’anfiteatro, dono per testamento da parte di personaggi che fecero storia anche nella Capitale, e nelle annesse terme, con le vasche ondeggianti di mosaici policromi, con delfini e animali marini; prestigio ed onore anche nelle case private, adorne di splendidi pavimenti mosaicati.

Verso sud-ovest, dove le colline si attenuano dolcemente per scendere verso il fiume Fortore, erano vasti campi lussureggianti di vigneti e messi, qua e là le fattorie grandi e piccole in cui si lavoravano i prodotti agricoli per il consumo quotidiano e per i mercati; a San Giuliano di Puglia è una di queste villae rusticae, che conserva l’ambiente del torchio e l’annessa piccola cella vinaria o olearia. Nelle campagne, oltre le colline che sovrastano l’antica città ad occidente, si susseguono le cime di colline sempre più aguzze, e tra queste Gerione, presso Casacalenda, su cui il castellum medievale comincia a mostrare, nel corso degli scavi, le tracce di mura ben più antiche e le testimonianze, ora più concrete, della presenza di Annibale che qui attese con il suo esercito ed i suoi elefanti la primavera che lo avrebbe portato alla schiacciante vittoria di Canne nel 216 a.C.

Ancora più ad occidente, proseguendo lungo l’attuale strada statale – a sua volta ricalcante il percorso che nelle cartografie antiche congiungeva Bojano a Larino –, si lambisce Morrone del Sannio, dove l’abbazia di Casalpiano rivela, sotto i medievali edifici sacri, un’altra delle villae rusticae che segnavano il territorio municipale di Larinum; qui un pavimento in cocciopisto con mosaico ci lascia, scritto in lingua sannitica, il nome di uno dei proprietari.