San Giuliano del Sannio (CB), località Fontana Palomba

San Giuliano del Sannio, località Fontana Palomba
Il sito, individuato a seguiti di una campagna di ricognizione topografica nel territorio di San Giuliano del Sannio,  è collocato a nord della piana della Valle del Tammaro su un piccolo pianoro costeggiato da colline che raggiungono una quota massima di 880 m s.l.m. Topograficamente il sito è ubicato nei pressi di un antico percorso, denominato comunemente "tratturo"(che costeggia la statale 17 Apulo Sannitica)  e si colloca a pochi chilometri verso sud dall'antico municipio romano di Saepinum e dalla villa dei Nerazi, portata alla luce sempre in agro di San Giuliano del Sannio, in loc. Crocella.
Le indagini stratigrafiche di scavo hanno evidenziato una struttura che risulta essere stata danneggiata dai continui lavori agricoli ma molto probabilmente riferibile ad una villa rustica dalla lunga frequentazione; ne denotano tale destinazione i frammenti pertinenti a dolia relativi ai magazzini della villa.
I muri che conservano l'alzato sono caratterizzati da grandi blocchi in calcare talora sbozzati sulla faccia vista che potrebbero essere pertinenti a strutture più antiche reimpiegate in epoca tarda. Tuttavia le strutture murarie si conservano per la gran parte in fondazione e si riferiscono a una stessa fase edilizia (quella più tarda, visto il reimpiego di tegole e laterizi nelle fondazioni delle strutture murarie stesse) tranne un unico setto murario, orientato nord/sud, che continua oltre il limite nord occidentale del saggio, che si caratterizza per la giustapposizione di blocchetti in calcaree sbozzati sulla faccia vista legati da una malta più tenace e per il livello di fondazione più basso rispetto alle altre strutture.
Gli 11 ambienti individuati sembrano distribuirsi attorno ad un grande ambiente (ca. 16 mq), forse un cortile porticato,  che conserva al centro un piano in laterizi probabilmente interpretabile come un focolare; a giudicare dai dati emersi, questa sistemazione è riferibile all'ultima fase di frequentazione del sito.
Spicca tra le strutture una fondazione muraria larga quasi 1 m. che definisce gli ambienti 3 e 4 ma che probabilmente è in stretta relazione con l'ambiente 1; si pensa ad una struttura di contenimento su cui si impostava una copertura sorretta da travi lignee relativa ad un porticato.
L'indagine ha rilevato nella porzione sud est del saggio due piccolissimi vani (amb. 09 e 11) che potrebbero essere stati funzionali a un settore produttivo/artigianale della struttura per la lavorazione del ferro dal momento che sono state ritrovate in quella zona numerose scorie di tale materiale.
La destinazione d'uso degli altri ambienti tuttavia è ancora da comprendere data la limitata ampiezza del saggio rispetto a quella della reale grandezza della struttura. Dai materiali ritrovati sia in superficie che nel corso delle operazioni di scavo si evince che l'area ebbe una frequentazione cronologicamente molto prolungata: si rinvengono infatti sia ceramica a vernice nera di epoca tardo-repubblicana (II a.C.) sia frammenti di ceramica africana databili tra il II d.C. e il IV-V d.C.; la testimonianza cronologicamente più avanzata  è un frammento di ceramica "tipo Crecchio"  databile dalla fine VI-prima metà VII.
Tra i materiali più significativi è un denario di Gordiano III (225-244 d.C.), a documentazione di una fase di cesura/abbandono temporaneo prima di una risistemazione degli ambienti in epoca successiva, collegabile anche ad una riconversione delle attività agricole precedentemente praticate.

S. Giuliano del Sannio gli ambienti indagati Gli ambienti indagati
 
S. Giuliano del Sannio la struttura USM 8 La struttura USM 8 è stata in parte rasata per la giustapposizione della fondazione dell'USM 22; gli si appoggia anche l'USM 12 
S. Giuliano del Sannio   
S. Giuliano del Sannio particolare della buca Le strutture murarie degli ambienti 1, 2 e 3 e particolare della buca di palo zeppata per l'innalzamento dei muri